Il cane non parla, ma comunica di continuo. Tra i segnali più importanti ci sono i cosiddetti calming signals: piccoli gesti con cui prova a stemperare la tensione e a dire, con gentilezza, “sto un po’ a disagio”. Impararli a leggere cambia il modo in cui lo capisci.
Risposta rapida: i calming signals sono segnali di pacificazione descritti dall’addestratrice Turid Rugaas: sbadigliare fuori contesto, leccarsi il naso, girare la testa, annusare per terra all’improvviso, rallentare. Servono a evitare conflitti e ridurre la tensione. Riconoscerli aiuta a non mettere il cane in difficoltà.
Cosa sono e da dove nasce l’idea
Il concetto di calming signals è stato reso popolare da Turid Rugaas nel suo libro “On Talking Terms with Dogs: Calming Signals” (2006), basato su anni di osservazione. L’idea è che i cani usino un repertorio di segnali per comunicare disagio, calmare se stessi e gli altri ed evitare lo scontro.
Uno studio di Mariti e colleghi (Journal of Veterinary Behavior, 2017) ha osservato 24 cani durante incontri tra simili e ha registrato oltre 2000 di questi segnali: i più frequenti erano girare la testa, leccarsi il naso, immobilizzarsi e voltarsi. Comparivano di più tra cani sconosciuti e tendevano a ridurre i comportamenti aggressivi: un primo supporto sperimentale all’idea di Rugaas.
Quali sono i calming signals più comuni?
- Sbadigliare quando non ha sonno, per esempio mentre lo abbracci o lo sgridi.
- Leccarsi velocemente il naso o le labbra.
- Girare la testa o tutto il corpo di lato.
- Annusare per terra all’improvviso in una situazione di tensione.
- Rallentare i movimenti, immobilizzarsi, sedersi o sdraiarsi per smorzare.
Come usarli nella vita di tutti i giorni
Se il cane mostra questi segnali mentre lo accarezzi a lungo, mentre un bambino lo stringe o di fronte a un altro cane, ti sta dicendo che è a disagio: dagli spazio. Rispettare i calming signals previene molti malintesi e tanti morsi “arrivati dal nulla”, che dal nulla non arrivano mai. È un linguaggio: una volta che lo vedi, non smetti più di notarlo.
I calming signals si capiscono meglio insieme agli altri segnali: lo scodinzolio, l’inclinazione della testa e il bisogno di starti vicino.
In breve
- I calming signals sono segnali di pacificazione e disagio del cane.
- Sbadigli, leccarsi il naso, girare la testa, annusare all’improvviso.
- Riconoscerli e dare spazio previene tensioni e morsi.
Domande frequenti
Il concetto nasce dall’osservazione di Turid Rugaas. Studi come quello di Mariti e colleghi (2017) ne danno un primo supporto sperimentale, pur restando un campo ancora in approfondimento.
Non per forza. Uno sbadiglio fuori contesto, durante una coccola insistente o un abbraccio, è spesso un segnale di disagio: prova a dargli un po’ di spazio.
In parte sì: muoverti con calma, evitare lo sguardo fisso e girarti di lato anziché incombere su di lui sono modi per comunicargli che non sei una minaccia.
Fonti
- Rugaas, T. On Talking Terms with Dogs: Calming Signals. 2a ed. (2006).
- Mariti, C. et al. Analysis of the intraspecific visual communication in the domestic dog: a pilot study on calming signals. Journal of Veterinary Behavior (2017).
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