Esci per una passeggiata e ti ritrovi a fare braccio di ferro. Il cane tira, tu tiri, e nessuno dei due si diverte. La buona notizia: tirare non è un destino, e spesso a peggiorare le cose sono pochi errori che facciamo senza accorgercene.
Risposta rapida: Il cane tira al guinzaglio perché va più veloce di noi e perché, tirando, di solito ottiene quello che vuole: avanzare. Gli errori più comuni sono tirare a nostra volta, tenere il guinzaglio sempre in tensione e cambiare attrezzatura sperando in una scorciatoia. Si corregge con costanza, premiando il guinzaglio morbido e fermandoti quando tira.
Perché il cane tira al guinzaglio?
Per due motivi semplici. Il primo: il suo passo naturale è più veloce del nostro, quindi tende sempre ad andare avanti. Il secondo, il più importante: tirando, di solito ottiene proprio quello che vuole, cioè avanzare verso l’odore, il prato, l’altro cane. Ogni volta che succede, il cervello impara che tirare funziona.
C’è anche un riflesso fisico, detto di opposizione: quando sente una pressione sul corpo, il cane istintivamente spinge nella direzione opposta. Per questo strattonarlo all’indietro spesso lo fa tirare ancora di più.
Gli errori più comuni
- Tirare a nostra volta: si crea un tiro alla fune che il cane vince quasi sempre.
- Tenere il guinzaglio corto e sempre in tensione: il cane si abitua a camminare ‘sotto trazione’.
- Strattonare o punire: aumenta tensione e riflesso di opposizione, non insegna nulla.
- Cambiare attrezzatura ogni settimana cercando lo strumento magico: il problema è l’allenamento, non solo il collare.
- Andatura troppo lenta e noiosa: senza stimoli, il cane si tira avanti da solo.
- Non premiare mai quando cammina bene: se il guinzaglio morbido non porta nessun vantaggio, perché dovrebbe sceglierlo?
Come insegnargli a camminare senza tirare
Parti da un guinzaglio fisso di lunghezza media, da un metro e mezzo a due, e da premietti piccoli e gustosi. La regola d’oro è una sola: il guinzaglio teso non porta da nessuna parte, il guinzaglio morbido sì.
- Appena tira, fermati come un albero. Riparti solo quando il guinzaglio si allenta.
- Premia spesso quando ti cammina vicino con il guinzaglio morbido.
- Cambia direzione all’improvviso: lo aiuta a stare attento a te.
- Sessioni brevi, cinque o dieci minuti, ma quotidiane.
- Sii coerente: tutta la famiglia deve usare le stesse regole.
Se parti davvero da zero, ti torna utile la guida su come abituare il cane al guinzaglio. E ricorda che tutto si regge su due basi: il rinforzo positivo e la scelta dei premietti giusti, quelli che il cane trova davvero irresistibili.
In breve
- Il cane tira perché tirando, di solito, ottiene ciò che vuole.
- Errori tipici: strattonare, tensione costante, cambiare di continuo attrezzatura.
- Fermati quando tira, riparti quando il guinzaglio si allenta.
- Premia spesso la camminata vicino a te.
- Sessioni brevi e quotidiane, regole uguali per tutta la famiglia.
Domande frequenti
No, non è la pettorina in sé. Una pettorina ben fatta è comoda e sicura. Il tirare dipende da cosa premia l’ambiente e da come alleni il cane, non solo dallo strumento che indossa.
Dipende dal cane e dalla costanza. Con sessioni brevi e quotidiane molti cani migliorano in poche settimane, ma serve pazienza e coerenza da parte di tutti in casa.
Mentre insegni a non tirare meglio di no: premia proprio il tirare per allungarsi e dà al cane segnali confusi. Usa un guinzaglio fisso di lunghezza media finché la camminata non è solida.
Fonti
- AVSAB (American Veterinary Society of Animal Behavior), Position Statement on Humane Dog Training.
- Letteratura sull’apprendimento per rinforzo positivo nel cane (condizionamento operante).
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